RESILIENZA: SCOPRI PERCHE’ E’ DAVVERO FONDAMENTALE

Per non far fallire i tuoi progetti e per realizzare i tuoi sogni!

2
787

La resilienza è una soft skill veramente importante. E’ ciò di cui abbiamo bisogno per non abbatterci e vincere le sfide, più o meno grandi, che ogni giorno la vita ci mette davanti. E’ quella capacità che ci permette di rialzarci in piedi quando i nostri fallimenti rischiano di spegnere i nostri sogni e di far fallire i nostri progetti.

Di solito sottovalutiamo le nostre capacità e non ci rendiamo conto di ciò che possiamo realizzare con i nostri sforzi, la nostra determinazione e perseveranza. E spesso all’origine dei fallimenti c’è qualcuno che si è arreso. Mentre quasi sempre, le persone felici o al vertice di grandi organizzazioni che hanno avuto successo, sono quelle che non si sono arrese e sono andate avanti malgrado delusioni, ostacoli e temporanei fallimenti.

Seguimi in questo articolo e ti dirò perché tutti noi abbiamo un grande bisogno di una buona dose di resilienza. E come fare per svilupparla.

Ma vediamo gli argomenti di cui ti parlerò in questo articolo:


QUANDO SERVE RESILIENZA

Se hai provato ad avere dei sogni o dei progetti importanti da realizzare saprai che ostacoli, delusioni, battute d’arresto e difficoltà da superare sono all’ordine del giorno. A volte non sono insormontabili e si riescono a superare senza grossi impedimenti. Mentre alcune di queste possono essere davvero un grosso problema che ci pongono in grosse difficoltà. Mettono alla prova la nostra pazienza, il nostro umore, il nostro stato emotivo. A volte ci viene a trovare la paura di fallire, che ci mette ansia, rischia di scoraggiarci e ci induce ad abbandonare i nostri progetti.
Ed è proprio in questi momenti che non dobbiamo mollare e far ricorso alla nostra resilienza.

Lo so, a volte è davvero difficile non mollare. Dei mostri spaventosi ti si presentano davanti e combattere con loro è veramente dura. Devi essere disposto a tutto a volte per riuscire a centrare i tuoi obiettivi personali.
E’ quindi fondamentale scegliere bene i progetti e i sogni in cui credere e per cui combattere. Perché a volte riesci a perseverare solo se questi sono per te davvero importanti. Devi avere quindi il mindset giusto ed imparare ad affrontare le sfide. Ti allego anche qui un video di Steve Jobs dove parla dell’importanza della passione per quello che si fa.

PERCHE’ LA RESILIENZA E’ DAVVERO IMPORTANTE

E quindi perchè la resilienza è così importante? perchè come abbiamo visto sopra, gli elementi che rischiano di abbatterci e di far fallire i nostri propositi, progetti, obiettivi e sogni sono tanti. Ed alcuni possono essere sfide davvero impegnative.

Serve quindi capacità di adattarsi e di rialzarci quando gli ostacoli o gli eventi avversi ci buttano a terra. Non possiamo farci fermare da dei temporanei fallimenti. Dobbiamo sviluppare la nostra resilienza, imparare dai nostri errori, valutare la situazione, adattarci al meglio ed andare avanti.

Quindi il successo che possiamo o meno ottenere è fortemente condizionato dal nostro modo di gestire lo stress e le avversità. Se vuoi provare a realizzare i tuoi obiettivi o qualcosa di nuovo, andrai incontro inevitabilmente ad errori e fallimenti. Sono un pezzo del percorso, fanno parte del gioco. L’unico modo per evitarli è di non rischiare mai niente. Ma a quel punto ci rassegniamo a non vivere veramente, ma solo ad esistere. E ad avere rimpianti. Una vita senza uno scopo e dei sogni da raggiungere ci lascia addosso un senso di insoddisfazione, di tristezza. Segui il prossimo link se non vuoi avere rimpianti.
Ed è per questo motivo che la resilienza è così importante.

COME SI COMPORTANO LE PERSONE RESILIENTI

Secondo la psicologa Susan Kobasa, sono tre gli elementi fondamentali che ci permettono di essere resilienti:

1) LA GIUSTA MENTALITA’

Cioè un mindset per adottare un giusto approccio:

Alle difficoltà, da affrontare come sfide da vincere;
Agli errori e ai fallimenti, da vedere come lezioni da cui imparare e come opportunità di crescita;
Al rischio di diminuire la propria AUTOSTIMA e POSITIVITA’, da tener lontano;

2) OBIETTIVI

Le persone resilienti sono quelle che hanno degli obiettivi per la propria vita, che si alzano la mattina carichi e motivati per raggiungerli. E si impegnano per avere dei buoni risultati non solo professionali. Ma anche nelle amicizie, nelle cause che ritengono importanti e per il loro benessere fisico e spirituale.

3) CONTROLLO PERSONALE

Le persone resilienti infine, secondo la psicologa di cui sopra, non si fanno distrarre o demoralizzare da eventi o situazioni di cui non hanno il controllo. Si focalizzano e concentrano i loro sforzi invece solo su situazioni ed eventi che posso controllare direttamente. In questo modo si sentono anche più responsabili di ciò che gli accade e hanno una maggior fiducia sugli eventi futuri.

Inoltre le persone che hanno una buona resilienza:

DA COSA E’ DEFINITA LA RESILIENZA

Un importante psicologo statunitense afferma che il pensiero positivo e l’ottimismo, che possiamo considerare come molto affini alla resilienza, sono definiti fondamentalmente da tre fattori:

1) DURATA DEGLI EVENTI

Ha a che fare con la tua visione della durata dell’evento o situazione che ti sta accadendo e quindi il tuo interpretarli come temporanei o permanenti. Se sei negativo tenderai a pensare che i tempi difficili andranno avanti in eterno. Se sei positivo e resiliente, al contrario, generalmente pensi di riuscire a sistemare le situazioni sgradevoli in tempi brevi.

2) LOCALIZZAZIONE DEGLI EVENTI

Questo elemento ha a che fare con la tua visione di quanto è circoscritto o esteso il problema che ti sta accadendo. Se sei negativo tendi a pensare di essere perseguitato da una “sfiga cosmica” che ti insegue in ogni ambito della tua vita. Al contrario, se sei positivo/resiliente vedi gli eventi o le situazioni sgradevoli che ti capitano, circoscritti all’ambito dove sono avvenuti. E che non avranno ripercussioni sugli altri ambiti.

3) PERSONALIZZAZIONE

Se sei negativo hai la tendenza a colpevolizzarti eccessivamente per gli eventi o le situazioni negative che ti capitano. Se invece sei positivo e resiliente consideri le cause degli eventi o situazioni negativi come un problema presente nel contesto più generale nel quale ti trovi.

Vuoi sapere quanto sei positivo e resiliente? fai il test!


SEI UNA PERSONA POSITIVA E RESILIENTE?
Misura il tuo Mindset e scopri i segreti per migliorarlo.
Il primo passo per lo sviluppo e il miglioramento della giusta mentalità è capire il livello in cui ci si trova. 

Clicca su AVANTI per cominciare



ECCO I 10 MODI PER SVILUPPARE LA RESILIENZA

Vediamo ora quali sono le 10 attività che devi fare se vuoi sviluppare al meglio la tua resilienza.

1) PRENDITI CURA DI TE STESSO

Ormai è abbastanza noto che il il benessere fisico e il benessere mentale/psicologico sono dipendenti l’uno dall’altro. Già gli antichi dissero: mens sana in corpore sana. E se vogliamo quindi affrontare le sfide con la forza e resilienza necessarie dobbiamo prenderci cura di noi stessi, della nostra salute. E’ importante perciò imparare a rilassarsi, avere una buona quantità e qualità del sonno, meditare e fare esercizio fisico per tenersi in forma.

2) ADOTTA IL GIUSTO MINDSET

Mindset e resilienza

Come già accennato all’interno dell’articolo, è importante dotarsi anche di una giusta mentalità. Per poter vivere certe situazioni difficili come una sfida da vincere e un’opportunità di crescere e migliorarci. E non come un ostacolo o un fallimento che non possiamo superare.

3) SVILUPPA LA TUA CONSAPEVOLEZZA

resilienza e consapevolezza

Ciò significa imparare a conoscersi meglio e a valutare più oggettivamente le situazioni che stiamo vivendo. Quindi rendersi conto di quello che ci diciamo quando le cose non stanno funzionando come vorremmo. Impara a praticare il pensiero positivo e a non pensare che:

Situazione negative dureranno per sempre;
Una situazione negativa in un ambito della tua vita si ripercuoterà anche in tutti gli altri ambiti (lavoro, amicizie, affetti, finanze etc);
Tutto quello che ti sta succedendo di negativo sia colpa tua (attenzione però a non scaricare le tue responsabilità su altri o sul mondo brutto e cattivo);

4) CONTROLLA LE TUE REAZIONI

Qualcuno ha detto:

resilienza e reazioni

La vita è per il 10% ciò che ti accade e per il 90% come reagisci.

Capisci quindi che imparare a reagire in modo efficace, intelligente e costruttivo a quello che ci capita è davvero importante. Quello che ti arriva, a volte, non accade a causa di tue azioni. Ma la reazione che hai quella si, dipende da te, è una tua responsabilità. Lì puoi intervenire, ed è ciò che fa la differenza.

5) IMPARA DAGLI ERRORI

errori e resilienza

Anche imparare a vivere gli errori e i fallimenti in modo intelligente e costruttivo è un’abilità importante. Come già detto questi sono inevitabili, fanno parte del gioco. L’unico modo per non sbagliare e non fare errori è non giocare, non agire. Che equivale a vivere una vita misera. Quindi se vuoi vivere una vita piena devi imparare a gestirli. Come? vedendoli come dei maestri da cui imparare. Per migliorarsi e crescere, professionalmente e umanamente.

6) PONITI DEGLI OBIETTIVI

resilienza e obiettivi

Avere degli obiettivi da raggiungere in cui si crede veramente e dei sogni da realizzare è davvero importante. Come ti ho già accennato, questo ti permette di alzarti del letto con tutt’altro spirito, di affrontare la vita con molto più entusiasmo ed energia. Attenzione però, questi devono essere coerenti con i tuoi valori e le tue passioni, altrimenti non funzionano.

7) NON DRAMMATIZZARE GLI EVENTI

resilienza e prospettiva

Cioè cerca di non vedere quella situazione difficile che stai vivendo al momento presente come un qualcosa che si protrarrà per lungo termine. Non gonfiare ciò che ti sta accadendo e valuta oggettivamente la cosa in prospettiva. Probabilmente capirai che, nel lungo termine, non sarà più un problema.

8) SII FLESSIBILE

resilienza e flessibilità

Cerca di non essere troppo rigido nel seguire i tuoi propositi e piani. Lascia cioè dei margini di cambiamento per adattarti all’evolvere delle situazioni e del contesto mutevole. Impara a cambiare quando serve.

9) SVILUPPA LA TUA AUTOSTIMA

resilienza, fiducia in se stessi e autostima

La fiducia in sé stessi e l’autostima ti permettono di affrontare i rischi in quanto sei consapevole che alla fine ce la farai a superare eventuali difficoltà e fallimenti. Perciò quando sei resiliente e fiducioso hai la forza di andare avanti malgrado stress e preoccupazioni. E questo alla fine ti permetterà di ottenere ciò che vuoi.

10) COSTRUSCI FORTI LEGAMI

resilienza ed empatia

Le persone che agisco con empatia verso gli altri e che riescono a sviluppare legami forti con altre persone resistono meglio allo stress e sono più felici. Questo vale sia in ambito lavorativo che privato. Infatti se stringi dei legami forti con i tuoi colleghi riuscirai sicuramente a vivere un’esperienza lavorativa di qualità. Così come se riesci a legarti profondamente a degli amici e alla tua famiglia sarai più resiliente nei momenti di difficoltà, in quanto avrai un grande supporto su cui fare affidamento.


Questo è tutto. Se vuoi ringraziarmi per il tempo speso per la condivisione gratuita di questo contenuto dammi un feedback con una tua valutazione cliccando da 1 a 5 stelline delle stelline che trovi sotto.
Se inoltre pensi che può essere d’aiuto a qualcuno dei tuoi conoscenti, condividi l’articolo cliccando sulle icone social che trovi più sotto.
Grazie

1 Star2 Star3 Star4 Star5 Star (7 votes, average: 3,86 out of 5)
Loading...

2 Commenti

  1. Gentili Signori,
    grazie molte per gli articoli che pubblicate, sempre molto interessanti e che invitano a un’analisi introspettiva.
    Circa quanto letto oggi e che tratta della resilienza, mi sento di lasciare un commento.
    Premetto che ho quarantanove anni e che parlo per statistica personale, non per fatti raccontati da terzi.
    Dal 1996 al 2001 ho perso tre famigliari a me cari, all’epoca del primo lutto avevo ventiquattro anni.
    Dopo aver conseguito un master importante, per poter mettere in pratica quanto studiato e ricevere maggiore soddisfazione dal mio lavoro, che comunque amavo ma era divenuto ormai stretto per le mie competenze, entrai in una nuova azienda ma dopo tre mesi mi ritrovai fuori, senza sapere neanch’io la ragione (nessun litigio, elogiata per la qualità del lavoro svolto, cordiale e affabile con tutti). Mi rimboccai le maniche e andai avanti facendomi forza leggendo libri di “self empowerment” di Antohony Robbins, Dale Carnegie, etc). Poi iniziarono le crisi economiche che hanno impattato il mio settore nel 2011 e di nuovo ad agosto persi il lavoro; mi sentivo ottimista, infatti al termine dell’estate trovai un nuovo impiego. Quasi al termine delle negoziazioni, l’azienda mi informò che era stata appena annunciata una ristrutturazione perciò le tante promesse fatte non potevano essere mantenute, tra cui quella di un contratto a tempo indeterminato, dovetti perciò accontentarmi di un contratto a termine; per potermi salvare alla scadenza, fui disposta a cambiare settore ma dopo sei mesi la scure del taglio arrivò. Trascorsi sei mesi facendo colloqui, arrivando in short list e poi il vuoto, venivo a sapere che le aziende avevano deciso di non ricoprire più la posizione. Allora feci un’attenta analisi delle mie competenze e, sfruttando quelle di tipo trasversale, decisi di passare dal lato della fornitura a quello degli acquisti. Riuscii a trovare un nuovo lavoro ma rinunciando a titolo e a margini economici (malgrado poi vedessi gente assunta con generosità malgrado le competenze limitate rispetto alle mie)i; dopo tre anni l’azienda accusò una crisi finanziaria lasciando il posto a dei nuovi investitori la cui mala gestione e non conoscenza del settore portò dopo due anni a licenziare parte del personale tra cui anche me (con sgomento e incredulità dei colleghi). Era l’inizio del 2019 quando mi rimisi in gioco e dopo alcuni mesi trovai un posto in un’azienda a conduzione famigliare e in cui pensavo sarei rimasta fino alla pensione; ben presto emerse la loro incapacità di gestire relazioni interne, fatte di amicizie, e a disinnescare i conflitti creati dal personale senior che rivendicava una propria opinione in ambiti non di loro competenza, perciò dopo nove mesi di notti insonni e 10/12 ore di lavoro giornaliero decisi di dimettermi. Nel frattempo mi venne offerto di partecipare a un progetto allettante, ma con la richiesta iniziale di aprire la partita iva che dopo un anno si sarebbe trasformata in un contratto effettivo; qualche timore ma alla fine accettai, era gennaio 2020. A distanza di due mesi e mezzo, con l’ufficializzazione della pandemia, l’azienda chiuse il progetto e mi ritrovai senza un lavoro e senza ammortizzatori sociali a cui ricorrere; più volte chiesi ai soci di riconoscere a me e ai miei colleghi un minimo contributo per 2/3 mesi nell’attesa che passasse il peggio, ma questi sparirono lasciando anche delle fatture da pagare. Con l’inizio dell’estate, fiduciosa iniziai una piccola consulenza esterna, il titolare dell’azienda mi ripeteva di continuo che presto mi avrebbe presentato un contratto, questo durò otto mesi, fino a quando a gennaio 2021 mi comunicò da un giorno all’altro che avrei terminato a causa delle scarse opportunità future dovute al Covid.
    Ora sono qui, fuori dai giochi, a cercare una soluzione e qualsiasi porta bussi la risposta è sempre “NO”. Sto aggiornando le mie competenze con il digital ma il fattore età non aiuta.
    Ecco, vi ho raccontato in queste poche righe quanto mi è accaduto dal 1996 in poi.
    Di resilienza ce ne ho messa tanta, tutti i giorni, mi sono ricreata, ho studiato (cosa che sto continuando a fare), ho cambiato prospettive, mi sono chinata, ho guardato alla mia serenità e salute fisica. Non ho mai perso o rinnegato i miei valori.
    Se dovessi tirare delle somme, potrei tranquillamente affermare che nell’ultimo anno, chi aveva un fondo nero lo ha fatto emergere pur di salvarsi e persone che non si sono mai messe in gioco nella loro vita, ora sono tranquille con i loro lavori, in attesa che riaprano cinema, teatri e palestre e possano riprendere a viaggiare.
    Non è mia intenzione essere polemica ma penso che in un sistema internazionale, condiviso con altri esseri umani, non si possa più parlare di “io” (io devo essere resiliente, io devo essere empatico, io devo essere flessibile) ma principalmente occorra analizzarci nell’intero sistema di energie trasmesse.
    Vi ringrazio per l’attenzione.

  2. Ciao Daniela. Innanzitutto ti faccio i complimenti per il tuo atteggiamento positivo che sei riuscita a tenere di fronte alle sfide e difficoltà che hai dovuto affrontare. E ti ringrazio per aver condiviso la tua storia. Grazie. E condivido il tuo pensiero, hai ragione l’intero sistema va ripensato, così non va, non funziona. Ma questo non toglie che comunque, noi individualmente dobbiamo continuare a tener duro e ad essere resilienti. Anzi a maggior ragione, più sono difficili i tempi più dobbiamo essere resilienti e positivi. Lo so è difficile, ma non abbiamo scelta. Tutto ciò serve anche per migliorare il sistema che governa la nostra società.
    Un abbraccio e un caro saluto.
    Flavio Castelli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here