PAURA DI FALLIRE: ECCO COME GESTIRLA DAVVERO

Per non paralizzare le tue opportunità di crescita

0
1262

Riuscire a gestire la paura di fallire è davvero importante. E’ un’abilità che ti permette di realizzare grandi cose. Se non hai questa skill rischi di restare li immobile, bloccato, in una situazione che vorresti migliorare/sviluppare. Senza riuscire quindi a realizzare i tuoi progetti e sogni, per quello che è il più grande nemico della qualità della tua vita: la paura. Questa ti impedisce di buttarti, di rischiare, magari anche di sbagliare. Ma anche gli sbagli, così come la necessità di migliorarsi per raggiungere i nostri obiettivi, aiutano a crescere.

Quindi chi si butta per dedicarsi a qualcosa in cui crede veramente non sbaglia, perché o vince o impara. E a furia di imparare, alla fine vince anche. L’errore, la sconfitta, fanno parte del gioco.

Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.

Michael Jordan

Penso che l’approccio giusto da tenere davanti ad un gesto o ad una sfida sia non dare troppa importanza al risultato e un significato negativo ai nostri “errori o sbagli”. Bisognerebbe buttarsi nelle nuove attività come da piccoli ci siamo buttati per imparare a camminare: senza la paura di cadere o di essere giudicati degli incapaci durante le nostre cadute. Al massimo ci si rialza e via, si fa un altro tentativo.

Restare li immobile paralizzato dalla paura di non farcela ti fa perdere grandi opportunità e non ti fa vivere la vita che ti meriti. Dai, vai!

Avviso: se sei una persona che si butta spesso, qualche volta fallirai, come succede a tutti. Quelli che non falliscono mai sono quelli che non ci provano nemmeno. Hanno già perso in partenza. Vivono una vita così prudente che..è un pò come non vivere!

Ecco gli argomenti di cui ti parlerò in questo articolo:


FALLIMENTO O INSEGNAMENTO?

Hai due possibilità quando “cadi” (sbagli, commetti un errore, fallisci, chiama questo evento come vuoi).

Molto semplicemente hai due chiavi di lettura: la prima è di vederla come un’esperienza di apprendimento. La seconda è di vederla come una dimostrazione della tua inadeguatezza.

Nel primo caso stai adottando un approccio intelligente, utile, naturale, sano e costruttivo che ti permette di migliorarti continuamente e di ottenere poi i risultati a cui miri.

Nel secondo caso stai adottando un atteggiamento poco utile e furbo, innaturale, malsano e degradante. Mi dirai, addirittura degradante? si, perchè blocca la tua crescita, il tuo miglioramento. Tu mi potresti dire: ma io voglio semplicemente continuare a restare qui dove sono, nella mia “comfort zone”.

Sappi che, c’è un detto che dice: non esiste stare fermo, chi non avanza inesorabilmente retrocede!

Quindi cerca di adottare il primo approccio, è più costruttivo e utile. E non farti condizionare dall’ambiente esterno.

paura del fallimento e condizionamenti

Sai chi è Thomas Edison? è l’inventore della lampadina. Sai quanti tentativi ha fatto prima di ottenere una lampadina funzionante? circa 10000. E sai cosa disse durante un’intervista in cui si parlava del complicato periodo di sperimentazione?

“Non ho mai fallito. Ho semplicemente trovato 10.000 modi che non funzioneranno”.

Thomas Edison

In fondo, se ci pensi, possiamo capire le cose, sviluppare il nostro mondo e migliorare la nostra qualità di vita, attraverso:

Impegno in una crescita personale voluta e cercata, attraverso le letture, la formazione, gli studi o altre eventi ed esperienze (o esperimenti, come nel caso di Thomas Edison). Che ci possono far crescere costantemente senza sofferenze e a volte anche molto velocemente dopo un’intuizione improvvisa. Oppure
Gli errori, le cadute, i fallimenti, gli sbagli e le sofferenze. Se si ha l’intelligenza di guardarli con atteggiamento costruttivo.
“Il dolore lo chiami nemico finché non lo comprendi, poi lo chiami maestro”.

Se volessimo usare i termini usati nel buddismo, possiamo chiamare “Satori” il primo tipo di eventi, e “kensho” il secondo tipo.

paura di fallire - momenti kensho e momenti Satori
Paura di fallire – momenti Kensho e momenti Satori

I SINTOMI DELLA PAURA DI FALLIRE

I sintomi comuni legati alla paura di fallire sono:

AUTO SABOTAGGIO

Attuato attraverso ansia eccessiva, il volontario mancato raggiungimento di obiettivi o la procrastinazione.

AVVERSIONE ALLE NOVITA’ O ALLE ATTIVITA’ IMPEGNATIVE

Quindi si evitano le nuove esperienze o i progetti impegnativi per paura di non essere in grado di gestirli con successo.

PERFEZIONISMO

Cioè iniziare esclusivamente quelle attività che sia che completerai in modo impeccabile.

BASSA AUTOSTIMA O FIDUCIA IN SE STESSI

Quindi quando rinunci a provarci e dici che lo fai perché non ti senti all’altezza di ricoprire quel ruolo, quell’incarico o di frequentare quella persona.


FALLIMENTO: ECCO COSA FARE PER NON AVERNE PAURA

Ecco 5 punti da considerare per non aver paura di fallire.

1 DEFINISCI UN OBIETTIVO DAVVERO EMOZIONANTE

Se ci tieni veramente a qualcosa alla fine l’otterrai. Togli l’apostrofo e una r alla parola prima del punto: lotterai, è questo che ti farà raggiungere il tuo obiettivo. Ma per lottare e resistere ai temporanei fallimenti, alle delusioni, allo scoraggiamento e alle pressioni esterne che ti vorrebbero far desistere devi essere davvero determinato e avere una grande passione per l’obiettivo che vuoi raggiungere. Allora lotterai con tutte le tue forze e alla fine otterrai quello che vuoi. Molte persone falliscono perché in realtà stanno inseguendo obiettivi non loro, ma dettati dalla società o dalla famiglia, che a loro non interessano veramente. Di conseguenza non ci mettono tutta la determinazione, la costanza e l’impegno necessari. Ed è per questo che falliscono. Quando invece insegui un obiettivo a cui tieni veramente niente e nessuno può fermarti. Devi essere consapevole e convinto di questo.

E’ la paura di fallire che alla fine ti fa fallire.

Ci sono centinaia di esempi di persone partite dal niente che hanno realizzato imprese straordinarie. E non certo per il loro talento. Ci sono studi e ricerche fatte che dimostrano che le persone che hanno compiuto grandi cose non erano dotate di un intelligenza superiore alla media o di altri particolari talenti. A volte si, ma nella maggior parte dei casi i fattori principali che li hanno portati al successo sono stati passione, determinazione, costanza, fiducia in se stessi e autostima. Ottieni ciò che ti aspetti!

Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione.

Henry Ford

2 CONSIDERA COSA PUO’ SUCCEDERE

Un’altra cosa che ci spaventa all’interno della paura di fallire è questo scenario catastrofico che ci immaginiamo succederà se falliamo. Molte volte però non lo consideriamo razionalmente, ma ne abbiamo solo un’idea vaga. Ed è probabilmente questa incognita, questa idea vaga ma tragica del fallimento che abbiamo in testa a spaventarci di più e a bloccarci. Se invece provassimo a definire le varie ipotesi di come realisticamente potrebbero andare le cose, anche nel caso peggiore, ci accorgeremmo che probabilmente la situazione non sarebbe poi così tragica. E saremmo in grado, con l’approccio giusto, di rialzarci e ricominciare a provarci. Magari in un altro modo, o prendendo un’altra strada.

3 PENSA POSITIVO

Il pensiero positivo induce ad un atteggiamento costruttivo che attira persone, eventi e risultati positivi. Atteggiamenti diversi conducono a risultati diversi.

E ricordati delle profezie auto-avveranti. Cosa sono? E’ un fenomeno di suggestione psicologica per cui un individuo, convinto che si verifichi un evento futuro negativo, altera il suo comportamento e finisce per farlo avverare davvero.

4 PREPARA UN PIANO B

C’è dibattito sull’opportunità di considerare un piano B da attuare nel caso in cui il tuo obiettivo principale dovesse fallire. Questo infatti induce ad aspetti positivi, ma anche ad aspetti negativi. Gli aspetti positivi del piano B in caso di fallimento è che ti può tranquillizzare. E ti dici: vabbè dai se fallisco posso sempre…

L’aspetto negativo è che l’avere un piano B ti può indurre a dedicare meno energie e impegno nel piano A.
A cui dedicheresti tutto te stesso se sapessi di non avere alternative. E questo può aumentare la probabilità di fallire. Vedi quanto detto nel punto 1.

Personalmente penso che l’obiettivo finale, quello vero, quello che sentiamo davvero nostro e chi appassiona dovrebbe rimanere invariato. E il piano B lo considero solamente una strada diversa per raggiungere lo stesso obiettivo. Quindi cambio strada, non obiettivo.

5 PENSA ALLE SOLUZIONI, NON AI PROBLEMI

Se ti concentri sui problemi otterrai solo più problemi. E ansia e stress e preoccupazioni. Che bloccano la tua energia e la tua creatività. Quando ti concentri sulle soluzioni, ti focalizzi sulle possibilità e sulle opportunità. La tua energia viene canalizzata in quella direzione e alla fine la soluzione la trovi. E, per tornare a quanto detto al punto 3, pensa positivo:

Una persona positiva trova una soluzione per ogni problema, un persona negativa trova un problema per ogni soluzione


Questo è tutto. Se vuoi ringraziarmi per il tempo speso per la condivisione gratuita di questo contenuto dammi un feedback con una tua valutazione cliccando da 1 a 5 stelline delle stelline che trovi sotto.
Se inoltre pensi che può essere d’aiuto a qualcuno dei tuoi conoscenti, condividi l’articolo cliccando sulle icone social che trovi più sotto.
Grazie

1 Star2 Star3 Star4 Star5 Star (9 votes, average: 4,33 out of 5)
Loading...

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here